Fuori stagione in Costiera Amalfitana

in viaggio con Bruna Roveda in Italia
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Come tutti gli inverni vacanza invernale di cinque giorni. Quest’anno invece di scegliere una capitale europea abbiamo puntato sulla costa amalfitana, sperando in un clima piu’ mite e in un assaggio di primavera a fine febbraio. Ci siamo sbagliati: niente primavera, pioggia e schiarite, ma il soggiorno e’ stato comunque piacevole.Il fascino della "bassa stagione" fra le bellezze della costa campanaSiamo partiti da Genova alle 7 circa del mattino di sabato 20 febbraio. Dopo due soste all’autogrill per sgranchirci le gambe e mangiare qualcosa siamo arrivati ad Ercolano verso le 15. Appena in tempo per visitare gli scavi.
Alle 18.30 – 19.00 siamo arrivati in albergo a Sorrento. Che traffico! Essendo chiusa da mesi e per mesi la galleria che permetterebbe di evitare l’attraversamento di Vico Equense, si deve fare in entrambe le direzioni una buona mezz’ora di coda supplementare. Ci siamo informati e non esiste una strada alternativa percorribile, ma solo stradine strettissime di altura consigliate solo a chi conosce bene la zona.
L’albergo e’ veramente carino (Palazzo Abbagnale corso Italia 164), centralissimo, semplice e moderno, la colazione e’ soddisfacente e il personale molto disponibile e cortese. Noi lo abbiamo trovato su Internet e telefonando abbiamo ottenuto lo stesso prezzo stracciatissimo offerto su Booking, prenotando un mese e mezzo prima (245 euro la doppia con colazione per cinque notti).
Dopo esserci vagamente ripresi dal viaggio siamo andati a fare una passeggiata per Sorrento (molti negozi sono aperti sino alle 21.00) e poi a cena a Ristorante La favorita O’ Parrucchiano. Il posto e’ particolare e un po’ kitch, un giardino al chiuso a tre piani con ficus grandi fino al soffitto, la cucina e’ ottima e il prezzo giusto.

La domenica, approfittando del fatto che le previsioni lo davano come l’unico giorno buono del periodo, siamo andati in nave veloce a Capri. Per il porto ci sono bus navetta, ma partendo da piazza Tasso a piedi sono veramente dieci minuti. Il viaggio dura all’incirca mezz’ora e il prezzo del trasporto va dai 10 ai 15 euro secondo il tipo di mezzo. Capri e’ bella e suggestiva. Per arrivare alla famosa piazzetta abbiamo preso il bus perche’ la funicolare era chiusa. Poi abbiamo girato un po’ per le viuzze e siamo andati al belvedere a vedere i faraglioni. Per il pranzo non abbiamo avuto scelta: era aperto solo il ristorante – pizzeria Isidoro, vicino alla piazzetta. Abbiamo mangiato pizze veramente buone e ci siamo trovati bene. Poi con un bus ci siamo trasferiti ad Anacapri, ma era tutto chiuso ed e’ stato un po’ triste. Poi al porto e via verso Sorrento. Cena alla Favorita. Questa sera pesce, consigliamo vivamente gli scialatelli ai frutti di mare.

Lunedi’: piove a dirotto, decidiamo di andare al Tari’, una specie di fiera permanente e riservata agli addetti del settore in cui lavora mio marito. E’ a Marcianise. Non che sia al chiuso ma ci sono le tettoie e non ci si bagna proprio del tutto. E’ l’ora di pranzo ci infiliamo a mangiare al vicino villaggio Outlet, appena aperto. Un rapido giro per vetrine e smette di piovere e allora via… si va a Napoli.
Lasciamo la macchina in un parcheggio vicino al centro e ci facciamo un giro a piedi: galleria, piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, poi una deviazione nell’interno e una passeggiata nella via dei figurari tra suggestivi personaggi del presepe. Prendiamo la macchina e andiamo a Mergellina e Posillipo. Ci aspettiamo di trovare molti locali, ma forse sbagliamo qualcosa perche’ non e’ cosi’, Ci fermiamo alla Pizzeria Medina: una vera pizza napoletana!

Martedi’: per oggi e domani le previsioni sono cosi’ cosi’, ma tutto sommato va bene perche’ a parte qualche breve rovescio, generalmente non piove e ogni tanto si affaccia un timido sole. Decidiamo di fare un pezzo di costa amalfitana: Atrani, Amalfi, Furore, deviazione in altura ad Agerola per comprare il provolone del monaco dop, Conca dei Marini, Praiano, Positano. Il fiordo di Furore, che e’ ben segnalato sul ponte che lo attraversa, merita una sosta. Amalfi e’ molto bella, visitiamo il duomo, passeggiamo per le viuzze, visitiamo l’interessante museo della carta in cima alla cittadina e pranziamo divinamente alla Taverna del Duca.
La sera ritorno a Sorrento e cena al Leone Rosso, non male.

Mercoledi’ altra parte della costiera: Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Ravello e poi di nuovo Amalfi. Posti molto belli e paesaggi mozzafiato. La stagione e’ veramente un po’ troppo bassa e molte attivita’ sono chiuse. A Cetara abbiamo pranzato nell’unico ristorante aperto A cianciola, veramente molto bene e a prezzo contenuto. A Minori era purtroppo chiusa la pasticceria di cui avevamo tanto sentito parlare De Riso, ma ci siamo rifatti ad Amalfi alla Pasticceria Pansa. A Cetara abbiamo comprato un vero prodotto di nicchia, la colatura di alici.
Quello che piu’ ci e’ dispiaciuto e’ di non aver potuto visitare ,fuori Amalfi, la Grotta dello Smeraldo per le cattive condizioni del mare. Dicono sia stupenda! A cena la nostra amata Favorita era chiusa per riposo settimanale, allora siamo andati da Zi’ Antoni che ci ha veramente soddisfatto.

Giovedi’ si torna a casa: un ultimo salto a Gragnano per comprare la pasta e una puntatina a Castellamare di Stabia, poi via verso casa e i nostri tre bambini che ci aspettano.

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