Ritorno in Myanmar

in viaggio con mrgranu in Myanmar (Birmania)
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Premetto, per quelle persone che coraggiosamente si metterano a leggere questo mio excursus, che ho riportato questa mia esperienzas scrivendo direttamente sul posto, ho scritto questo racconto pari pari come mi è nato sul momento, dandoci solo una sbirciatina senza fare troppe correzioni. Ci potranno quindi essere degli errori e una sua lettura potrebbe anche essere non molto lineare ed abbastanza lunga. D’altra parte, proprio sul finire del viaggio ho avuto un problema abbastanza serio di salute che fortunatamente si è risolto positivamente una volta tornato a casa, che però non mi ha dato modo di fare una elaborazione migliore di questa mia seconda esperienza in Myanmar.
Non è nemmeno il classico diario, dove si trovano anche informazioni utili per chi vuol visitare questo meraviglioso paese, visitando il classico quadrilatero entro il quale di solito si aggirano i turisti ed i cui vertici sono costituiti da Yangon, Bagan ,Mandalay ed Inle (quel tipo di viaggio e quelle info, le potete trovare nel viaggio che feci nel 2012). Questo racconto è una mia esperienza, per me molto positiva, che mi ha dato modo di vivere per una ventina di giorni un contatto più stretto con questo meraviglioso popolo.
Tornare in Myanmar dopo appena un anno è stato per me un “regalo” inaspettato.
Dopo lo splendido ed indimenticabile viaggio fatto nel 2012 alla scoperta di questo Paradiso, il Myanmar è rimasto il pensiero fisso che mi martellava in testa come unica meta per un prossimo viaggio nel sud est asiatico, area geografica che frequento con mete diverse da alcuni anni e da cui è difficile scollegarsi per altre aree del pianeta.
Come sempre mi informavo, leggevo su possibili altre mete per un futuro viaggio, ma i ricordi ricadevano sempre lì, nel paese dalle pagode d’oro, la Birmania o Burma come la rinominarono i colonialisti britannici, Myanmar come si chiama adesso.
Per questo 2013 avevo però scartato un viaggio, troppi problemi legati un po’ alla situazione economica mondiale che ha mandato particolarmente in crisi l’Italia ed a problemi personali. Mi stavo insomma preparando ed organizzando per un ritorno in grande stile in Myanmar nel 2014.
Poi alcuni mesi fa è accaduto l’inaspettato.
Mia moglie, che lavora come strumentista in sala operatoria di chirurgia plastica, ogni due anni circa si reca in missioni nei paesi in via di sviluppo dove mancano le più elementari strutture sanitarie con una organizzazione nazionale di volontari in chirurgia plastica ricostruttiva, mi dice che è in programma una nuova missione in un paese da scegliere tra Senegal e Perù, e se questa volta sono disposto ad accompagnarla come ho fatto poche altre volte. La cosa non mi tira più di tanto per vari motivi, in primis lasciare il mio boxerone bianco in parcheggio da mia suocera che inizia ad avere una certa età, la salute di mio padre, i figli e poi il costo del viaggio, che se per mia moglie che dovrà lavorare per 10 ore al giorno come volontaria sarà gratis, per me la cosa è diversa ed a quel punto preferisco risparmiare per tornare in un paese che preferisco. La cosa finisce lì, fino a che dopo circa un paio di mesi mi dice che è stata fissata la data della partenza e la durata della missione. Con uno strano sorrise mi chiede se ero sempre della stessa idea, visto che la sede scelta è con sorpresa di tutti Mandalay in Myanmar. Rimango pietrificato, in breve mi faccio un sacco di paranoie e rispondo alla sua domanda con un’altra domanda: quando si parte?
Il tempo per preparami è poco, per il visto non ci sono problemi, per gli altri documenti un po’ di più. Il ministero della salute Birmano chiede varie certificazioni, tra cui il certificato di iscrizione al collegio di appartenenza, lo stato di servizio, il curriculum vitae, il tutto tradotto in inglese ed autenticato. Altro problema il volo, in andata dovrò volare da solo perché l’aereo con cui parte la missione è già full, partirò due giorni prima con la solita compagnia, la Singapore Airline. Per il ritorno nessun problema. Il mio impegno in questa missione sarà comunque partime, darò una mano per quello che posso, non essendo quello propriamente il mio campo. Mi lascerò del tempo per vivere un po’ la vita di Mandalay.
Il piacere di rivedere a distanza di un anno il gioiello del sud-est asiatico, fra mete celebrate e altre meno note: Mandalay, Mogok, Kengtung e Mong La

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