Skip to content

Cosa vedere a Isfahan: la perla dell’Iran in coppia

Isfahan - cosa-vedere
Indice

Isfahan: un sogno persiano da vivere in due

Immaginate di camminare mano nella mano in una piazza immensa, circondati da cupole turchesi che brillano sotto il sole, il suono dell’acqua delle fontane che si mescola al brusio melodioso di un bazar millenario. Non è la scena di un film, ma l’esperienza che vi attende a Isfahan, la gemma più preziosa dell’Iran. Conosciuta con il proverbio “Esfahan nesf-e jahan” (Isfahan è metà del mondo), questa città è un concentrato di bellezza, storia e romanticismo, una destinazione perfetta per una coppia in cerca di meraviglia e di un’immersione in una cultura profonda e accogliente. Preparatevi a un viaggio che non è solo uno spostamento geografico, ma un’esplorazione dell’anima dell’antica Persia, dove ogni angolo racconta una storia e ogni mosaico riflette un pezzo di cielo.

Visitare Isfahan significa lasciarsi sedurre da un’architettura che sfida l’immaginazione, perdersi in giardini che sembrano dipinti e scoprire un’ospitalità che scalda il cuore. È una città che va vissuta lentamente, assaporando un tè speziato in una casa da tè tradizionale, osservando gli artigiani al lavoro nel bazar e ammirando il tramonto sui ponti storici. Questo non è solo un elenco di cosa vedere a Isfahan, ma un invito a creare ricordi indelebili insieme alla persona che amate.

Piazza Naqsh-e Jahan: il cuore pulsante di Isfahan

Il vostro viaggio non può che iniziare da qui, dal centro nevralgico della città e una delle piazze più grandi e spettacolari del mondo: Piazza Naqsh-e Jahan, o Piazza dell’Immagine del Mondo. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, questa piazza è un capolavoro di urbanistica safavide, un rettangolo perfetto lungo più di 500 metri e largo 160, circondato da un complesso monumentale di una bellezza mozzafiato. Trascorrere del tempo qui è un’esperienza sensoriale completa. Potete noleggiare una carrozza per un giro romantico, sedervi sull’erba osservando le famiglie iraniane che fanno picnic o semplicemente ammirare il cambiare dei colori sui mosaici al variare della luce del giorno. La piazza è il salotto buono della città, un luogo vivo a ogni ora del giorno e della notte.

La Moschea dello Scià (Masjed-e Emam): un’ode al turchese

Sul lato sud della piazza si erge l’imponente portale della Moschea dello Scià, oggi conosciuta come Moschea dell’Imam. Varcare la sua soglia significa entrare in un mondo di blu e turchese. Le maioliche che ricoprono ogni superficie, dalle cupole ai minareti, creano un effetto visivo sbalorditivo. La vera magia, però, si svela all’interno. L’acustica sotto la cupola principale è un prodigio ingegneristico: provate a battere un piede o a sussurrare una parola al centro esatto della sala e ascoltate l’eco perfetto che si propaga. È un’esperienza quasi mistica, un momento di stupore da condividere che rende la visita una delle attrazioni di Isfahan più memorabili.

La Moschea dello Sceicco Lotfollah: un capolavoro intimo

Direttamente di fronte al Palazzo Ali Qapu, sul lato est della piazza, si trova un gioiello di architettura più piccolo ma non meno impressionante: la Moschea dello Sceicco Lotfollah. A differenza della Moschea dell’Imam, questa era la moschea privata della corte reale e non ha né minareti né cortile. La sua bellezza è più intima, quasi femminile. La cupola color crema, decorata con arabeschi che cambiano tonalità con la luce del sole, è ipnotica. All’interno, il gioco di luci che filtra dalle finestre a graticcio e si posa sui mosaici crea un’atmosfera raccolta e magica, perfetta per un momento di contemplazione silenziosa in due.

Il Palazzo Ali Qapu: la porta verso la magnificenza

Il “Sublime Portale”, o Palazzo Ali Qapu, domina il lato ovest della piazza. Era la residenza dello Scià Abbas I e la porta d’accesso ai palazzi reali. Salite sulla sua terrazza per godere di una vista panoramica impareggiabile su tutta la piazza Naqsh-e Jahan. È il luogo ideale per scattare una foto ricordo, con le cupole e i minareti a fare da sfondo. Ma la vera sorpresa si trova all’ultimo piano: la Sala della Musica. Le sue pareti e il soffitto sono decorati con stucchi intagliati a forma di vasi e strumenti musicali, creati non solo per estetica ma anche per migliorare l’acustica durante i concerti reali. Un luogo unico al mondo.

Oltre la piazza: altre meraviglie da scoprire in coppia

Sebbene la piazza sia il cuore della città, le meraviglie di Isfahan si estendono ben oltre il suo perimetro. Dedicate del tempo a esplorare altre gemme che rendono questa città così speciale, passeggiando tra giardini lussureggianti e quartieri inaspettati.

Palazzo Chehel Sotoun: il Palazzo delle Quaranta Colonne

A pochi passi dalla piazza, immerso in un meraviglioso giardino persiano (anch’esso patrimonio UNESCO), si trova il Palazzo Chehel Sotoun. Il suo nome significa “Palazzo delle Quaranta Colonne”, anche se le colonne del portico sono in realtà venti. Le altre venti, secondo la leggenda, sono quelle che si riflettono nella grande vasca d’acqua di fronte al palazzo, creando un effetto scenografico di grande impatto. All’interno, le pareti sono affrescate con scene di battaglie e di vita di corte, offrendo uno spaccato vivido della storia safavide. Passeggiare nel suo giardino è un’esperienza incredibilmente romantica e rilassante.

I ponti storici: passeggiate romantiche al tramonto

Isfahan è attraversata dal fiume Zayandeh, su cui si ergono alcuni dei ponti più belli del mondo. Anche se il fiume è spesso in secca, il fascino di queste strutture rimane immutato. Il più famoso è il Si-o-Se-Pol, o Ponte dei 33 Archi, che di sera si illumina creando un’atmosfera da favola. Poco più a est si trova il Ponte Khaju, considerato da molti il più bello. È un ponte a due piani con un padiglione centrale, un tempo riservato allo Scià. Al tramonto, questi ponti si animano: famiglie e coppie passeggiano, i giovani si ritrovano sotto le arcate per cantare canzoni tradizionali. Fermarsi in una delle case da tè situate sotto il Ponte Khaju per bere qualcosa mentre il sole cala è un’esperienza imperdibile per ogni coppia in visita a Isfahan.

Il quartiere armeno di Jolfa e la Cattedrale di Vank

Per un cambio di scenario, dirigetevi a sud del fiume nel quartiere armeno di Jolfa. Fondato nel XVII secolo da Scià Abbas I, che vi trasferì una comunità di armeni abili artigiani e commercianti, questo quartiere ha un’atmosfera unica, quasi europea. Le sue strade acciottolate sono piene di caffè alla moda, boutique e gallerie d’arte. Il cuore del quartiere è la splendida Cattedrale di Vank, un incredibile mix di architettura cristiana e iconografia islamica. L’esterno sobrio non lascia presagire la ricchezza degli interni, completamente affrescati con scene bibliche e decorati con ori e piastrelle. Una visita a Jolfa è un’ottima occasione per una pausa rilassante e per scoprire un lato diverso e cosmopolita di Isfahan.

Itinerario suggerito per un viaggio a Isfahan

Organizzare il tempo è fondamentale per godersi appieno la città. Ecco un possibile itinerario narrato, pensato per assaporare la città senza fretta.

Giorno 1: La magnificenza della Piazza Naqsh-e Jahan

Dedicate l’intera prima giornata al complesso di Piazza Naqsh-e Jahan. Iniziate la mattina con la visita alla Moschea dell’Imam, quando la luce esalta i colori dei mosaici. Proseguite con l’intima bellezza della Moschea dello Sceicco Lotfollah e poi salite al Palazzo Ali Qapu per ammirare la piazza dall’alto. Per pranzo, potete gustare un piatto tipico in uno dei ristoranti con vista sulla piazza. Il pomeriggio è perfetto per perdersi tra i vicoli del Bazar-e Bozorg, il Grande Bazar che si dirama dalla piazza. Qui potrete osservare gli artigiani che battono il rame, dipingono miniature e stampano tessuti. La sera, tornate in piazza per vederla illuminata e godervi l’atmosfera vibrante, magari con un gelato allo zafferano.

Giorno 2: Palazzi, giardini e il fascino di Jolfa

Il secondo giorno esplorate i dintorni della piazza. Iniziate con una passeggiata rilassante nei giardini del Palazzo Chehel Sotoun, ammirando i suoi affreschi e il riflesso delle colonne nell’acqua. Da qui, potete visitare la Moschea Jameh (del Venerdì), un po’ più distante ma un vero e proprio museo a cielo aperto dell’architettura islamica iraniana, con stili che vanno dall’XI al XVIII secolo. Nel pomeriggio, attraversate il fiume e immergetevi nell’atmosfera bohémien del quartiere armeno di Jolfa. Visitate la Cattedrale di Vank e il suo interessante museo, per poi concedervi una pausa in uno dei suoi eleganti caffè. Per cena, Jolfa offre ottimi ristoranti dove provare cucine diverse.

Giorno 3: I ponti, l’artigianato e gli ultimi sapori

Dedicate la mattina del terzo giorno a una passeggiata lungo il letto del fiume Zayandeh per ammirare da vicino i ponti Si-o-Se-Pol e Khaju. È un’esperienza suggestiva anche senza acqua, che permette di apprezzarne l’architettura. Potete tornare nel bazar per gli ultimi acquisti di souvenir, come le famose tovaglie stampate (ghalamkari) o le scatole in miniatura. Per pranzo, provate un piatto iconico come il Beryani in un locale tradizionale. Nel pomeriggio, a seconda dei vostri interessi, potreste visitare il Palazzo Hasht Behesht (“Otto Paradisi”) o semplicemente tornare nel vostro angolo preferito della città per un ultimo saluto a questa magica “metà del mondo”.

Consigli pratici per il vostro viaggio di coppia a Isfahan

Un viaggio in Iran richiede un po’ di pianificazione. Ecco alcuni consigli per rendere la vostra esperienza a Isfahan perfetta.

Quando andare: il clima migliore per visitare Isfahan

I periodi migliori per visitare Isfahan sono la primavera (da marzo a maggio) e l’autunno (da settembre a novembre). Le temperature sono miti, il cielo è spesso sereno e la natura nei giardini è al suo massimo splendore. L’estate può essere molto calda, mentre l’inverno è freddo, a volte con nevicate. La primavera, in particolare, regala un’atmosfera vibrante, anche se coincide con il capodanno persiano (Nowruz, fine marzo), periodo di alta stagione con maggiore affollamento e prezzi più alti.

Come muoversi in città

Il centro storico di Isfahan è perfetto per essere esplorato a piedi. Per le distanze più lunghe, i taxi sono economici e onnipresenti. È altamente consigliato usare app di ride-sharing come Snapp (l’equivalente di Uber), che offrono prezzi fissi e trasparenti, evitando di dover contrattare. La città ha anche una linea di metropolitana moderna ed efficiente, utile per spostarsi tra zone distanti come il centro e il quartiere di Jolfa.

Cosa mangiare: un’esperienza per il palato

La cucina di Isfahan è una delle più rinomate dell’Iran. Non potete lasciare la città senza aver assaggiato il Beryani, un piatto a base di carne d’agnello macinata e cotta su una speciale padella, servita su un pezzo di pane. Un altro piatto unico è il Khoresht-e Mast, uno stufato dolce simile a un budino, a base di yogurt, zafferano e carne, servito come contorno o dessert. Per una dolce pausa, cercate il Gaz, il torrone tipico di Isfahan con pistacchi o mandorle, e il Faloodeh, un sorbetto di vermicelli di riso con acqua di rose. Per una cena romantica, cercate uno dei ristoranti tradizionali con cortile interno, dove potrete cenare a lume di candela.

Errori da evitare e consigli utili

Un errore comune è sottovalutare l’importanza del contante. A causa delle sanzioni internazionali, le carte di credito e debito straniere non funzionano in Iran. È quindi necessario portare con sé abbastanza contanti (Euro o Dollari) per tutta la durata del viaggio e cambiarli in Rial iraniani in loco. Rispettate sempre il codice di abbigliamento locale: per le donne è obbligatorio coprire il capo con un foulard (hijab) e indossare abiti non aderenti che coprano braccia e gambe; per gli uomini, pantaloni lunghi e magliette (evitare canottiere). Infine, chiedete sempre il permesso prima di fotografare le persone, specialmente le donne. Gli iraniani sono incredibilmente gentili e ospitali, e un sorriso apre ogni porta.

E se piove? Alternative al coperto

Anche se Isfahan gode di un clima prevalentemente secco, una giornata di pioggia può capitare. Niente paura, le alternative non mancano. Potete dedicare molto più tempo all’esplorazione del Grande Bazar coperto, un labirinto di vicoli dove ogni angolo nasconde un tesoro. Un’altra opzione è rifugiarsi in una delle tante case da tè (Chaikhaneh), luoghi affascinanti e ricchi di storia dove sorseggiare tè e fumare il narghilè. Infine, la Cattedrale di Vank e il suo museo offrono un’esperienza culturale ricca e al riparo dalle intemperie.

Altri viaggi consigliati in Medio Oriente

Yazd: cosa vedere nella città persiana del deserto

Cosa vedere a Baku: la perla low-cost del Caucaso

Cosa vedere a Dammam, la porta orientale dell’Arabia