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Giappone in autunno: itinerario fotografico di 15 giorni tra Kyoto, Tokyo e Miyajima

Indice
Il Giappone è una di quelle mete che ripaga ogni chilometro percorso, e in autunno lo fa due volte. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, quando gli aceri si tingono di rosso e oro, l’arcipelago diventa uno dei luoghi più affascinanti del pianeta per chi viaggia con la macchina fotografica al collo. Ecco un itinerario di quindici giorni pensato per chi vuole unire scoperta culturale e fotografia, con tappe testate e tempi realistici.

Prima tappa: Tokyo, tra neon e tradizione

L’arrivo è quasi sempre a Tokyo, ed è il modo giusto per entrare nel ritmo del Paese. I primi giorni si dedicano alla capitale: il quartiere di Ueno con il parco e il mercato di Ameyoko, perfetto per la street photography, le luci di Akihabara, gli incroci di Shibuya, i vicoli di Golden Gai a Shinjuku. Una città che alterna la frenesia metropolitana al silenzio dei templi, e che richiede almeno due o tre giorni per essere assaporata davvero. Da non perdere la vista dall’alto del Metropolitan Building al tramonto.

Kyoto e il cuore del foliage

Con lo Shinkansen, il treno veloce, ci si sposta a Kyoto, vera capitale del foliage giapponese. Qui si concentrano alcuni dei luoghi più iconici per le foto autunnali: il Tofukuji con il ponte sospeso sopra una valle di aceri, i mille torii vermigli di Fushimi Inari che salgono lungo la collina, il Padiglione d’oro, la foresta di bambù di Arashiyama. Vale la pena svegliarsi all’alba per il Kiyomizudera, quando il tempio si risveglia ancora libero dalla folla e la luce è morbida e perfetta. Kyoto merita almeno tre giorni pieni.

Le gite: Nara, Osaka, Hiroshima e oltre

Da Kyoto si raggiungono in giornata mete straordinarie. Nara, con i cervi sacri che passeggiano liberi tra i templi e il grande Buddha. Osaka, vivace e scenografica lungo il fiume del quartiere di Dotonbori. Hiroshima, con il Parco della Pace, un’esperienza intensa e necessaria. E poi l’isola di Miyajima, dove il torii vermiglio sembra galleggiare sull’acqua: fotografarlo al tramonto e in notturno, senza la folla, è uno dei momenti più memorabili dell’intero viaggio. Dormire una notte in ryokan tradizionale, su tatami e futon, completa l’esperienza.

Viaggiare con uno sguardo fotografico

Un itinerario così denso può essere affrontato in autonomia, ma chi vuole sfruttarlo davvero dal punto di vista fotografico trova grande valore nel viaggiare in gruppo con una guida esperta. Conoscere a che ora la luce accende un tempio, dove posizionarsi per il torii senza la folla, come trasformare il foliage in un racconto invece che in una cartolina, fa la differenza tra una raccolta di scatti e un vero reportage. Proposte come il viaggio fotografico in Giappone curato dalla fotografa Elisabetta Rosso nascono proprio con questo spirito: piccoli gruppi, accompagnamento personalizzato e itinerari pensati per la fotografia.

Consigli pratici

Novembre è il mese ideale: temperature miti (10-18 gradi), meno turisti rispetto alla primavera dei ciliegi, e il picco del foliage. Conviene munirsi di Japan Rail Pass per gli spostamenti in treno, portare un obiettivo versatile e un treppiede leggero per albe e tramonti. Per chi prende gusto a questo modo di viaggiare, esistono anche altri viaggi fotografici in destinazioni come Islanda e Namibia, dove paesaggio e fotografia si intrecciano allo stesso modo. Il Giappone autunnale, però, resta un’esperienza a sé: difficile da dimenticare, impossibile da fotografare male se si arriva preparati.

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