Ottawa finisce quasi sempre nel mezzo di un viaggio più lungo: sta a due ore da Montréal e a quattro e mezza da Toronto, e per molti è la sosta fra le due. Tre giorni pieni bastano per vederla bene, perché il centro si attraversa a piedi in venti minuti e quasi tutto quello che conta sta dentro quel quadrato.
Questo itinerario tiene conto di due cose che cambiano il viaggio e che spesso non vengono dette: l’edificio principale del Parlamento è chiuso da anni per restauro, e il canale ghiacciato non è garantito. Non sono dettagli: sono i due motivi per cui la gente viene a Ottawa.
Quando andare, e cosa aspettarsi davvero
L’estate, da fine giugno a fine agosto, è il periodo in cui la città è più viva: il cambio della guardia si tiene la mattina sul prato di Parliament Hill, i festival si susseguono e si sta all’aperto fino a tardi.
L’autunno, fra fine settembre e metà ottobre, è probabilmente il momento migliore in assoluto: il foliage del Gatineau Park inizia a venti minuti dal centro e le temperature restano comode per camminare tutto il giorno.
L’inverno merita un discorso a parte. Il Rideau Canal Skateway è la pista di pattinaggio su ghiaccio naturale più lunga del mondo, quasi otto chilometri dentro la città, e apre solo quando lo spessore del ghiaccio è considerato sicuro: di solito verso metà gennaio, ma dipende dal freddo di quell’anno. Negli ultimi inverni miti la stagione è stata corta e in un caso non è mai iniziata. Se venite per quello, tenete un piano B e controllate lo stato del canale prima di partire, non prima di Natale.
In primavera il momento è metà maggio, quando fioriscono i tulipani al Commissioners Park, sul Dow’s Lake: sono il lascito dei bulbi che i Paesi Bassi mandano a Ottawa ogni anno da dopo la guerra.
Giorno 1: Parliament Hill e il centro
Si comincia da Parliament Hill, ed è qui che serve sapere come stanno le cose. Il Centre Block, l’edificio con la Peace Tower che sta su tutte le cartoline, è chiuso da fine 2018 per un restauro che andrà avanti fino agli anni Trenta: dentro non si entra. Le camere si sono trasferite negli edifici accanto, e le visite guidate gratuite riguardano quelli. Si prenotano online e finiscono presto, quindi vanno fissate con qualche giorno di anticipo.
Dall’esterno il colpo d’occhio resta intatto, e la passeggiata dietro il Parlamento, lungo la scarpata che guarda il fiume Ottawa, è una delle cose più belle e meno frequentate della città.
Nel pomeriggio si scende al ByWard Market, uno dei mercati pubblici più antichi del Canada: banchi di prodotti di giorno, ristoranti e locali la sera. È il posto dove si mangia una BeaverTail, la pasta fritta a forma di coda di castoro con zucchero e cannella, che a Ottawa è un’istituzione più che uno snack.
Giorno 2: i musei, e il salto in Québec
Il secondo giorno è quello dei musei, e conviene saperlo prima: il più importante non sta a Ottawa. Il Canadian Museum of History è dall’altra parte del fiume, a Gatineau, cioè in un’altra provincia: si attraversa a piedi il ponte Alexandra in una decina di minuti e ci si ritrova in Québec, dove si parla francese e l’ora legale è la stessa ma l’atmosfera no. La Grand Hall con i totem e la vista sul Parlamento dalla vetrata vale il viaggio da sola.
Tornando sul lato dell’Ontario c’è la National Gallery of Canada, riconoscibile dal ragno di bronzo alto nove metri che le sta davanti: è Maman di Louise Bourgeois, e ce ne sono poche copie al mondo.
Un’avvertenza sui costi: diversi musei nazionali hanno una fascia serale a ingresso ridotto o gratuito, spesso il giovedì. Cambia di anno in anno, ma se organizzate le visite in quella sera il risparmio su tre giorni è sensibile.
Giorno 3: il canale, e qualcosa fuori città
Il Rideau Canal è patrimonio UNESCO e attraversa la città: d’estate si percorre in bicicletta o in barca, d’inverno a pattini quando il ghiaccio regge. Le chiuse fra il Château Laurier e il Parlamento, dove il canale scende verso il fiume con otto salti, funzionano ancora a mano come nell’Ottocento.
Se avete l’auto, il terzo giorno è quello giusto per uscire. Il Gatineau Park è a venti minuti e in autunno è il motivo per cui la gente prenota mesi prima. In alternativa, a mezz’ora a ovest, c’è il Diefenbunker: il bunker antiatomico costruito negli anni Sessanta per ospitare il governo canadese in caso di guerra nucleare, oggi museo. Si visita scendendo quattro piani sottoterra ed è una delle cose più particolari del Canada orientale.
Come muoversi e dove lasciare l’auto
Una volta in centro l’auto è inutile: Parliament Hill, il ByWard Market e il canale stanno tutti nel raggio di un chilometro. Conviene lasciarla in un garage con tariffa giornaliera, che costa molto meno delle soste orarie ripetute, e muoversi a piedi.
Per Gatineau si va a piedi sul ponte. Per il resto dell’area urbana ci sono autobus e la metropolitana leggera O-Train, che collega la stazione ferroviaria e diverse zone esterne al centro.
Quanto costa davvero
Ottawa è più economica di Toronto e Vancouver. A persona, al giorno, senza il volo e in dollari canadesi:
- Sotto i 150 CAD: ostello o appartamento fuori dal centro, pasti al mercato, e le molte cose gratuite (Parliament Hill fuori, il canale, i parchi, le visite guidate del Parlamento).
- 150-250 CAD: hotel di fascia media, un paio di musei a pagamento, cene al ristorante.
- Oltre 250 CAD: hotel di categoria alta e ristoranti di livello, che a Ottawa non mancano ma non sono il motivo per cui ci si viene.
Se piove, o se fa troppo freddo
È lo scenario più probabile fra novembre e marzo, ed è anche il caso in cui Ottawa dà il meglio: i due musei principali, il Museum of History e la National Gallery, riempiono una giornata intera ciascuno. Aggiungete il Canada Aviation and Space Museum se viaggiate con ragazzi, e il centro commerciale sotterraneo collegato ad alcuni hotel del centro, che d’inverno è più utile di quanto sembri.
Tre cose da sapere prima di partire
- Prenotate la visita al Parlamento appena avete le date: è gratis e finisce subito.
- Non date per scontato il pattinaggio. Lo Skateway apre in base al ghiaccio, non al calendario.
- Il museo più importante è in un’altra provincia. Mettete in conto il ponte e, se vi spostate in auto, un parcheggio diverso.


