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Budapest con gli amici: ruin bar, terme e un weekend che costa poco

Gruppo di amici a un tavolo in un ruin bar di Budapest
Indice

Ci sono città che si visitano e città in cui si sta. Budapest è la seconda: un gruppo ci arriva il venerdì sera, si sistema nel settimo distretto e nei due giorni successivi si muove nel raggio di un chilometro senza mai annoiarsi. Ha una vita notturna diversa da qualsiasi altra capitale europea, terme aperte fino a tardi e prezzi che permettono di uscire tutte le sere.

Se invece cercate le informazioni generali sulla città, le trovate nella nostra guida su cosa fare e vedere a Budapest.

I ruin bar, il motivo per cui si viene qui

Nei primi anni Duemila qualcuno ha iniziato ad aprire bar dentro i palazzi abbandonati del vecchio quartiere ebraico, lasciando i muri scrostati e arredando con quello che capitava. Da lì è nato lo Szimpla Kert, il capostipite, oggi un labirinto su due piani con una vasca da bagno usata come divano e un’auto trasformata in tavolo. È diventato una tappa turistica, ma resta il posto giusto per capire di cosa si parla.

Intorno, nel settimo distretto, ce ne sono decine. Alcuni sono grandi complessi con più piste da ballo, altri sono locali piccoli e curati dove si mangia bene e si beve vino ungherese. La regola è la stessa di Cracovia: non si sceglie un posto per la serata, si cammina e si entra.

La domenica mattina, nel cortile dello Szimpla, c’è un mercato contadino: è il modo migliore per vedere lo stesso spazio con un’altra faccia.

Le terme, e come farle senza rovinarsi la serata

Budapest galleggia su acqua termale e i bagni pubblici sono un’istituzione. Il Széchenyi è quello delle fotografie: vasche all’aperto dentro un edificio giallo, con il vapore che sale anche a gennaio e i tavolini da scacchi in acqua. Il Gellért è più raccolto, con le piastrelle liberty. Il Rudas ha una vasca panoramica sul tetto affacciata sul Danubio.

Un consiglio pratico: le terme al mattino sono una cosa, le feste in piscina del sabato sera al Széchenyi un’altra. Sono eventi separati, con biglietto a parte e prenotazione obbligatoria, molto affollati e molto poco rilassanti. Decidete prima cosa volete, perché fare tutte e due nello stesso giorno significa non godersi nessuna delle due.

Portate ciabatte e asciugamano da casa: il noleggio sul posto costa più della differenza di peso in valigia.

Cosa vedere fra un locale e l’altro

La città è divisa dal Danubio: Pest è piatta e piena di vita, Buda è la collina con il castello. Il Parlamento è l’edificio simbolo e si visita solo con tour guidato su prenotazione, ma vale già molto vederlo dall’altra sponda al tramonto. Sopra, il Bastione dei Pescatori offre la vista che tutti si aspettano dalla città.

Sul lungofiume, poco a sud del Parlamento, ci sono le scarpe di ferro: un memoriale per gli ebrei uccisi sulla riva nel 1944-45. È a due passi dai locali e fa un effetto strano trovarcisi davanti, ma è parte della città quanto il resto.

Per mangiare, il Mercato Centrale ha al primo piano le bancarelle di lángos, la focaccia fritta con panna acida e formaggio: pesantissima e perfetta dopo una nottata.

Quanto costa

  • birra in un ruin bar: 3-4,50 euro
  • lángos al mercato: 3-4 euro
  • gulyás in una trattoria: 8-12 euro
  • ingresso giornaliero alle terme: 20-30 euro
  • posto in ostello: 15-25 euro; appartamento per quattro in centro: 25-40 euro a testa

L’Ungheria non ha l’euro: si paga in fiorini. Pagate con la carta e rifiutate sempre la conversione immediata che i terminali propongono, perché applica un cambio peggiore. Evitate anche gli uffici di cambio con le insegne luminose nelle vie del centro.

Dormire e muoversi

Il settimo distretto, Erzsébetváros, è dove conviene stare: si torna a piedi da qualsiasi locale. È anche il motivo per cui non è il quartiere più silenzioso della città, quindi se qualcuno del gruppo ha il sonno leggero meglio una via laterale.

Dall’aeroporto Liszt Ferenc parte un autobus diretto verso il centro con biglietto dedicato, più economico di qualsiasi taxi. In città metropolitana e tram coprono tutto: la linea 2 del tram, che costeggia il Danubio, vale quanto una gita in barca e costa come un biglietto urbano.

Quando andare

Da aprile a giugno e a settembre il clima è ideale. Luglio e agosto sono caldi e afosi, ma è anche il periodo dei festival e delle terrazze aperte. Dicembre ha i mercatini e le terme all’aperto con l’aria gelata sopra l’acqua calda, che è un’esperienza a sé. Da evitare, se cercate tranquillità, i fine settimana lunghi di primavera, quando la città si riempie di gruppi.

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