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Valencia con gli amici: mare, tapas e serate senza spendere troppo

Quattro amiche in bicicletta nel parco del Turia a Valencia
Indice

Valencia è la città spagnola che riesce a fare due cose insieme: ha una spiaggia vera raggiungibile in venti minuti dal centro storico e ha un quartiere di locali che va avanti fino all’alba. Per un gruppo significa poter passare la mattina in acqua, il pomeriggio a mangiare e la sera fuori, senza mai prendere un mezzo per più di mezz’ora.

Costa anche meno di Barcellona e Madrid, ed è molto meno affollata. Se cercate le informazioni generali, trovate la nostra guida pratica per un weekend a Valencia.

Il Barrio del Carmen e le sere valenciane

Il Barrio del Carmen è il centro storico: vicoli stretti, muri coperti di street art, e una densità di bar difficile da eguagliare. Si comincia presto con le cañas, le birre piccole alla spina che costano due o tre euro e si accompagnano alle tapas, e si finisce tardi nei locali intorno a calle Caballeros.

Il quartiere di Ruzafa, appena fuori dal centro, ha un’altra atmosfera: più giovane, più ordinata, con vermuterie e cucina di ricerca a prezzi ancora onesti. Molti gruppi cominciano lì e finiscono nel Carmen.

La bevanda locale da provare almeno una volta è l’agua de Valencia: cava, succo d’arancia e distillati, servita in caraffa. Scende benissimo e sale altrettanto: prendetene una per tavolo e non una a testa.

La spiaggia dentro la città

La Malvarrosa e la vicina Las Arenas sono spiagge urbane larghe e sabbiose, con il lungomare pieno di ristoranti. Si arriva in tram o in autobus dal centro in una ventina di minuti. Non aspettatevi acqua caraibica, ma per una mattina di mare senza organizzare niente sono perfette.

Chi vuole qualcosa di più bello si sposta a sud, verso El Saler e la Devesa, dentro il parco naturale dell’Albufera: pinete, dune e molta meno gente.

Cosa vedere se avete due giorni

La Ciudad de las Artes y las Ciencias di Calatrava è l’immagine che tutti hanno in mente: edifici bianchi che sembrano scheletri, vasche d’acqua, l’oceanario più grande d’Europa. Ci si arriva percorrendo il Turia, l’alveo del fiume che dopo l’alluvione del 1957 è stato deviato e trasformato in un parco lungo nove chilometri. Noleggiare le biciclette e attraversarlo tutto è il modo migliore per capire com’è fatta la città.

Nel centro storico ci sono il Mercato Centrale, uno dei più grandi d’Europa e ancora un mercato vero, la Lonja de la Seda patrimonio UNESCO con le sue colonne a spirale, e la cattedrale.

Mangiare: la paella dove la fanno davvero

La paella è nata qui, e la versione valenciana ha pollo, coniglio e fagioli, non i frutti di mare. Nei ristoranti del lungomare turistico ne trovate di ogni tipo; per quella tradizionale conviene spostarsi a El Palmar, il paese dentro l’Albufera, dove si cucina ancora sul fuoco di legna.

Due regole che i valenciani danno sempre: la paella si mangia a pranzo, non a cena, e si ordina per tutto il tavolo con almeno mezz’ora di attesa. Se ve la servono in cinque minuti, era già pronta.

Quanto costa e come muoversi

  • caña con tapa: 2-3 euro
  • menú del día a pranzo, primo, secondo e bevanda: 12-15 euro
  • paella per due in un buon ristorante: 35-45 euro
  • posto in ostello: 20-30 euro; appartamento per quattro in centro: 30-45 euro a testa

L’aeroporto è a otto chilometri e la metropolitana lo collega al centro in una ventina di minuti. In città il servizio di bici pubbliche copre tutto e il Turia permette di attraversarla senza incrociare un’auto.

Quando andare, e le Fallas

Da aprile a giugno e a settembre il clima è quello giusto per stare fuori. Luglio e agosto sono caldi ma la spiaggia compensa. A metà marzo ci sono le Fallas, la festa in cui la città costruisce enormi sculture di cartapesta per poi bruciarle: sono cinque giorni di petardi dalla mattina alla notte, con la città piena e gli alloggi a prezzi doppi prenotati mesi prima. È un’esperienza notevole, ma non è il momento per un weekend rilassato.

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