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Lione in 2 giorni: bouchon, traboules e quanto si spende

Lione - consigli-pratici
Indice

A Lione si va per mangiare. Si può dire in modo più elegante, ma sarebbe meno onesto: la città ha due colline, un quartiere rinascimentale intero riconosciuto dall’UNESCO e due fiumi che le passano in mezzo, eppure quello che si ricorda dopo è una cena in un bouchon.

Due giorni pieni bastano, a patto di sapere una cosa in anticipo: i ristoranti veri chiudono spesso domenica e lunedì, e in agosto molti fanno le ferie. Un weekend costruito male rischia di trovare mezza città con le serrande abbassate.

I bouchon, e come riconoscere quelli veri

Il bouchon è una trattoria lionese, e la cucina è quella che era: quenelle di luccio, andouillette, cervelle de canut che di cervello non ha niente ed è un formaggio fresco con erbe e scalogno. Porzioni generose, tavoli stretti, tovaglie a quadri.

Il problema è che nel Vieux Lyon le insegne “bouchon” sono decine e molte sono trappole per turisti. Due segnali affidabili: il marchio Les Bouchons Lyonnais, che è una certificazione vera con un elenco pubblico di locali, e il menu scritto a mano che cambia. Se la carta è plastificata in quattro lingue con le foto, siete nel posto sbagliato.

Per il pranzo veloce c’è invece Les Halles Paul Bocuse, il mercato coperto fuori dal centro storico: banchi di ostriche, formaggi e salumi dove si mangia in piedi al banco. Costa meno di un ristorante e si mangia spesso meglio.

Le traboules, che quasi nessuno trova da solo

Le traboules sono passaggi coperti che attraversano gli isolati passando dentro i cortili dei palazzi: nate perché i tessitori della seta portassero le pezze al riparo dalla pioggia, usate dalla Resistenza durante l’occupazione.

Il punto è che dall’esterno sembrano portoni privati, perché in gran parte lo sono: se ne visitano una quarantina, aperte per accordo con i condomini, e non c’è nessun cartello a segnalarle. Le due zone dove cercarle sono il Vieux Lyon, fra rue Saint-Jean e rue du Bœuf, e la Croix-Rousse, la collina dei tessitori. Si entra in silenzio e si esce dall’altra parte: dentro ci vive gente.

Le due colline, e quale scegliere se avete poco tempo

Fourvière è quella con la basilica che si vede da ovunque e i teatri romani accanto: ci si sale con la funicolare dal Vieux Lyon in pochi minuti, e la vista dal piazzale copre tutta la città fino alle Alpi nelle giornate limpide.

Croix-Rousse è l’altra, meno turistica e più interessante: qui c’erano i laboratori della seta, e i soffitti altissimi degli appartamenti servivano a ospitare i telai. Oggi è un quartiere di mercati, botteghe e scale.

Se avete tempo per una sola, salite a Fourvière per la vista e passate il pomeriggio a Croix-Rousse per capire la città.

La Presqu’île, dove vive la città

Fra Saône e Rodano c’è la lingua di terra che i lionesi chiamano Presqu’île: qui stanno i negozi, i teatri e le due piazze principali. Place Bellecour è una delle più grandi piazze pedonali d’Europa, completamente vuota al centro, con la statua equestre di Luigi XIV; Place des Terreaux ha la fontana di Bartholdi, lo stesso della Statua della Libertà, e il municipio.

È anche la zona in cui conviene dormire se venite per due notti: si va a piedi ovunque e si torna dal Vieux Lyon attraversando un ponte.

Due musei che valgono la deviazione

Il Musée des Confluences sta dove i due fiumi si uniscono, in un edificio di cristallo e acciaio che sembra atterrato lì: dentro è un museo di scienze e civiltà con un allestimento poco convenzionale, e piace anche a chi i musei li evita. Ci si arriva col tram in un quarto d’ora dalla Presqu’île.

Il Centre d’Histoire de la Résistance et de la Déportation occupa l’edificio che durante l’occupazione fu sede della Gestapo di Klaus Barbie. Lione è stata la capitale della Resistenza francese, ed è il posto dove capire perché le traboules non erano solo un comodo passaggio per i tessitori.

Come arrivare e dove lasciare l’auto

In treno Lione è a due ore da Parigi e a poco più da Torino e Ginevra: la stazione di Part-Dieu è quella principale, Perrache è più vicina al centro storico. In auto, arrivando dall’Italia per il Frejus, si entra in città in un’ora e mezza da Chambéry.

Come quasi ovunque in Francia, il centro ha una zona a basse emissioni e i parcheggi in superficie sono cari: conviene un garage con tariffa giornaliera o un parcheggio di interscambio collegato alla metropolitana.

Quanto costa

  • menu del giorno a pranzo in un bouchon: 18-25 euro
  • cena completa con vino della regione: 35-45 euro
  • pranzo alle Halles al banco: 15-20 euro
  • funicolare e mezzi urbani: biglietto singolo intorno ai 2 euro, con giornalieri convenienti

Lione costa meno di Parigi in modo evidente su ristoranti e alberghi, ed è uno dei motivi per cui vale come destinazione a sé e non solo come sosta sull’autostrada del Sud.

Quando andare

Da aprile a giugno e da settembre a ottobre il clima è quello giusto per stare sui lungofiume. L’appuntamento più noto è la Fête des Lumières, l’8 dicembre e nei giorni intorno: la città si riempie di installazioni luminose e di gente, gli alberghi raddoppiano e vanno prenotati con mesi di anticipo. È spettacolare, ma non è il weekend in cui scoprire Lione con calma.

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